Scribacchiare’s Weblog

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Riflessioni "In ospizio"

Pubblicato da scribacchio su Giugno 28, 2008


Ed ognuno con le sue storie
le urla al mattino
l’attesa del pranzo
giunge la sera

Una vita nell’oblìo
per chi qui alloggia
una vita da raccontare
pochi cuori
ad ascoltare

Il tempo ormai canuto
quello del povero vecchio
sfinito
e non basta il bastone
non è più servo
non è più padrone
del destino compiuto
addesso..
nel nulla svanito

RIFLETTIAMO?!?!

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…Del tempo

Pubblicato da scribacchio su Giugno 24, 2008

Non c´è altro che quello che vedo!!!

Non c´è attesa, non c´è tempo del pensiero, nel pensiero! Si può consumare qualsiasi evento attorno alla mia figura, ma è come se non esistessi. Non aspetto il giorno dopo perchè il giorno dopo c´è.
E c´è dell´altro nel giorno che dovrà venire

Non scrivo quello che vorrei; pochi potrebbero comprendere, vago da solo nei miei ragionamenti e costruisco il pensiero. Quel pensiero che a te mi porta.
Non esamino più, come una volta, i fatti del giorno perchè ne dovrà cominciare un altro; ma lo attendo, quest´ultimo, che ultimo ancora non vuol essere, con il caffè nel bicchiere di plastica per star sveglio: bevanda nera senza colore!

Sono schiavo del tempo, ognuno di noi qui lo è, e sono ossessionato della corsa verso una altro, inutile, domani. Ho fatto del veder scorrere le lancette dell´orologio, il mio personale duello quotidiano.

Il tempo non è ancora corroso, fortunatamente, dall´ipocrisia degli uomini e non può prendermi in giro, quindi non può ingannarmi: combattiamo ad armi pari io ed il tempo.
Dopo anni trascorsi da perditempo, perchè questo, infine, ho fatto, ora conosco il valore di questo tempo, e vorrei, non una ma, due vite da percorrere ( sto ancora perdendo tempo e dovrò in qualche modo recuperarlo, no?) ma per quanto cerchi di correre non posso andare più in fretta, non corre come me il tempo ( lui ha il suo tempo) e ciò combatto di questo nemico!

Devo vincere, perchè se così sarà, il mio premio sarà altro tempo da attraversare, e non più di corsa ma, con te Amore mai trovato, con il tuo tempo!

Passare settimane, mesi, anni, in questa prigione della coscienza e stata una esperienza che ha costituito una variabile in quel futuro, per me, già pieno di punti interrogativi.
Ed è proprio quel futuro, di quel passato, che qui mi ha condotto.
Ora il tempo è cambiato: lo osservo ed è diverso; ne ascolto le melodie più dolci, lo vivo e gli corro dietro; combatterlo è una gara che posso vincere soltanto con l´Amore al mio fianco.
Perchè per entrambe il tempo è lo stesso! Non è?

Non c´è altro che quello che vedo…con gli occhi del cuore!!
Quando si vive un conflitto interiore, hai sempre paura di perdere, ti senti un fallito e cerchi comunque di stare in piedi da solo.
Non si può nascondere però il poprio stato! Alla fine gli altri te lo leggono nel volto, si accorgono di quanto soffri; ognuno, poi, sa giudicare da se stesso che cosa sia ,o meno, giusto fare o dire! La maggior parte delle volte non ti viene offerto nessuno aiuto!

Un uomo solitario gioca con se stesso e con il tempo ma, solo resta.
Un uomo con qualcuno da amare crea un mondo: io e ciò che avrebbe potuto essere di questa vita malvissuta.

Il tempo non potrà mai battermi perchè non sa, sebbene tutto da lui dipenda, che verso un Amore mi conduce.
Lo spettro del tempo è pericoloso solamente per chi non sa amare!!

Vivrò tutto il tempo necessario per raggiungerti, per trovarti, Amore caro, te lo prometto!!
Ti prego di perdonarmi…Avrò tutto il tempo.

Ecco io vedo un unico tempo
un solo Sole
una sola stella
un solo cuore
UN UNICO AMORE

Ecco io vedo questo tempo
quello del mio amore..

Grazie

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..di me e del passato.. (scritto non so quando!)

Pubblicato da scribacchio su Giugno 22, 2008

Cosa può pensare un uomo che improvvisamente vede il proprio mondo crollargli addosso?

E’ una domanda che certamente ci siamo posti in tanti quando ci è capitato di affrontare periodi tristi e difficili…. Io non ho alcuna risposta in merito, tanto più che ancora oggi non sono stato in grado di risolvere i miei problemi, però posso affermare in assoluta sincerità che, certamente, più di una volta ho pensato di porre fine ai miei giorni ed al momento successivo di chiedermi il perché continuando così a vivere cercando di aggirare gli ostacoli che man mano mi si presentavano..
Essere me stesso o non esistere! Questo è stato il mio dilemma dacché, qualche mese fa, sono uscito dal carcere e da allora ho visto la mia dignità infranta e l’orgoglio calpestato dai miei bisogni. Bisogni che sono andati dal più semplice come, ad esempio, risolvere il problema della propria igiene personale, al più complesso, per una città come quella nella quale vivo, che è il lavoro…
Nessuna premessa se non quella che sono un uomo come tanti con un passato sicuramente non limpido e molto duro…
..per ciò ho fede nel futuro qualunque cosa accada!!!

Incontri occasionali hanno fatto si che la mia vita improvvisamente così come era scomparsa tornasse tra i miei poteri e incoraggiato dalle esperienze vissute ne ho tratto tutti i benefici possibili e sono così riuscito a vivere una vita più dignitosa. Potrei scriverei dolori vissuti di amori infranti di tristezze mai svanite ma preferisco raccontare della speranza che mai ha voluto abbandonarmi, della forza che ho tratto da un amore, un sogno, mai divenuto realtà e per il quale ancora oggi sarei pronto a rimettere tutto in gioco e iniziare da dove avevo perso me stesso.

Scriverò di come una resurrezione non è miracolo, di come sia possibile credere che anche la notte solitaria è ricca di consigli così come il giorno mal vissuto è sempre d’aiuto a chi sa cogliere anche il piccolo particolare… si può sbagliare strada ma se lo si desidera si arriva dove si vuole, forse con un po’ più di stanchezza ma alla fine giungeremo sempre dove desideravamo arrivare..E’ così potete starne certi; io lo so! Io ho vissuto..!!!

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…del silenzio!

Pubblicato da scribacchio su Giugno 17, 2008

Ogni volta che la vita pone degli ostacoli rendendosi troppo impegnativa, si spicca un volo e si fugge, con molte preoccupazioni, nelle regioni buie della tristezza.
Si salta il presente, si comincia a disprezzare tutto quanto e si finisce con il sentirsi incapaci anche, solo, di esistere ma…. Accanto ad ogni sconfitta ed a tutte le delusioni che possono derivarne, si hanno a disposizioni grandi vittorie che dobbiamo riconoscere per ottenerle con grande felicità, utilizzando quegli strumenti propri dei sentimenti che sappiamo provare: siamo forti nella misura in cui è forte l’amore che proviamo!
Dipende esclusivamente da noi cambiare quegli avvenimenti che tanto ci fanno soffrire, ricordate: chiunque può vincere questa guerra contro la tristezza, ognuno di noi!!
Ma non è il silenzio che aiuta, infatti:
Dicevo spesso a mia figlia: _non mi preoccupo quando stai facendo troppo rumore…mi preoccupo quando non ti sento, quando c’è troppo silenzio!_
Un padre, una madre, sanno che un silenzio improvviso proveniente dalla camera dei bambini, indica, nella maggior parte dei casi, qualcosa di spiacevole e, ci si precipita a controllare per il pericolo annusato nell’aria…Intuizione?

Siamo immersi, sommersi, dalla comunicazione globale; telefonini, internet e quant’altro ci illudono con una comunicazione apparentemente senza barriere ma, si dimentica spesso di fare tesoro proprio di quella infallibile intuizione che ogni genitore possiede.
Occorre assediare il silenzio, romperlo quando diventa troppo assordante, assalirlo quando vuole circondarci. Dobbiamo entrarci dentro nel momento in cui, al contrario, tutti (o tutto) ci esortano a stare buoni, a non cercare guai…
E’ silenzio anche il muro di parole che impedisce di pensare con la propria testa, e della peggiore specie questo!
Consapevole, quindi, che non tutti siamo genitori, potrebbe essere molto facile andare incontro, inevitabilmente, ad errori e travisamenti, dunque:

Dire… Dire sempre…Oddio, tentare di dire una parola diversa quando tutti o quasi si allineano da una stessa parte.
Dire… Osare di dire una parola scomoda, pericolosa, fuori dal comune, assumendosene la responsabilità.
Dire… E con ciò perforare l’ovvietà che ci circonda. Dire e subito ascoltare.
Dire… Anche con il silenzio se non è fuga o viltà.
Dire… Cioè non lasciare che altri lo facciano per noi, anche a nome nostro.
Dire… Prestare le nostre parole a chi non ne ha più da spendere perché da tempo, da troppo tempo, inascoltato e preso in giro.
Dire… A chi non è in grado di dire la propria, per le proprie condizioni di vita “particolari”, diverse.

Spesso, anche semplicemente “dire”: perché non c’è niente che non possa essere detto, se fatto con
rispetto ed umiltà, e molte volte la paura nasconde il vuoto delle nostre parole.
Le cose, gli eventi, i sentimenti, le esperienze, ciò che ci portiamo dentro, come fossero un pesante
fardello, non aspettano altro che di essere “detti”.
Anche quelle cose che sembrano più “brutte, ripugnanti o indegne” e che spesso, una volta tirate fuori dal silenzio fanno meno male, diventano persino più belle e meno pericolose di quelle che sembrano.
Solo dopo aver rotto il silenzio possiamo permetterci di “stare in silenzio”

Da quanto tempo, qualcuno di noi, è schiavo del silenzio? Dite…Quante volte vi sarete chiesti se farlo o meno?
Dire tutto…tutto!! Solo così ci si potrà sentire parte di una “società” ed è questo ciò a cui aspiriamo, o no?

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