Scribacchiare’s Weblog

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Una strana storia (Parte 2)

Pubblicato da scribacchio su Giugno 28, 2008

Così. continuando a pensare, quando ebbe raggiunto il portone di casa, si volse verso il viale, e immaginò i suoi pensieri come persone che continuavano a camminare. Li immaginò come suoi amici!
E immaginò di gridar loro, con tutta l’aria che aveva in corpo: Amici miei, compagni di mille avventure, custodi della mia fiducia.
Quante volte ho pensato di essere il vostro bastone ed ora arrivate a me, nel momento in cui fuggo, in cui il mio esserci è anche l’assenza più vera!
Tornerò ad essere me stesso, e con tutta la mia volonta, con la forza di cui dispongo, potrò avvicinarmi alla realtà. Ancora una volta, l’ultima, volgerò lo sguardo al passato, e lo farò con amore. Tornerò dopo, ad essere uno fra i tanti!
E questa immagine, questa realtà che madre dei miei giorni hai voluto essere. Sei stata vera solo per quei gabbiani che nel tuo cielo ancora volano.
E quegli amici parlarono, poteva ascoltare le loro voci, il suo nome veniva pronunciato, sussurato, come ricordato!
E Vittorio disse: Questo giorno che è la fine, sarà forse l’inizio?
E posso dire che non è ancora sera, che appena sono stato svegliato, verso un giorno che dovrà venire?
E come potrò parlare con chi mai ha voluto ascoltarmi; non è lì, non è tra i miei amici!
Sono stato come grano non piantato, un seme senza germoglio, potrò finalmente crescere?
Chi ascolterà le note del mio cuore ora che ho deciso di farlo suonare?
Ho sempre trovato, nelle mille parole, infiniti silenzi, e tra un senso e l’altro, ho imparato a conoscere chi non voleva presentarsi: posso adesso far tesoro, finalmente?
Questo istante, è la giusta stagione perchè quel granello germogli?
Sono sicuro, per ciò che sento, che non è ancora giunta l’ora di spegnere la candela ma dovrà terminare ed allora nel buio, nel vuoto dovrò camminare.Ed i miei sogni sapranno come aiutarmi con la luce di cui necessito e mi indicheranno la giusta via. Disse tutto con le parole del pensiero, con il suono degli occhi nel guardare il tutto che diventava niente!
Avrebbe voluto gridare, chiamare gli amici ma sapeva che nessuno lo avrebbe ascoltato!

Continua…

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